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lunedì 6 maggio 2013

Egolite TAG

ARTICOLO DI PROVA
Alcuni diritti riservati a occhio.nero su www.bicipieghevoli.net

licenza creative commons

La EgoLite (www.egolite.it) è una mini-bicicletta che unisce due caratteristiche a mio avviso interessanti: la  pedalata assistita e il  telaio pieghevole. A questo si aggiungano le dimensioni compatte, che permettono l'ingresso anche in mezzi discretamente  affollati.
Caratteristiche che - secondo me -  la orientano verso un uso intermodale, a differenza di molti altri  modelli elettrici, pensati  invece  per coprire lunghe distanze senza (tanta) fatica.
A parte la Brompton elettrificata di Alfredo (provata in occasione della Ciemmona 2011), non ho altre  esperienza di bici a pelata assistita. Quelli che seguono sono appunti suscettibili di mille critiche. Che ognuno dica la sua. (a questo proposito, segnalo su Jobike  la discussione sulla Egolite/Tag/Velomini) ;)

Stefano, collega di lavoro nonchè automobilista pentito/esaurito, ha deciso di acquistarne una qualche mese fa (qui trovate il suo contributo, a cui si aggiunge quello di Lunadix)

l'arrivo della bici

Il telaio è in alluminio; i freni (anteriore a disco e posteriore a tamburo) mi sembrano  ben dimensionati. 
Il motore è integrato nel mozzo della ruota anteriore e viene attivato con la pedalata: si accende e si spegne con essa. La batteria invece è alloggiata all'interno del tubo obliquo (maggiori dettagli nel sito ufficiale).
Sul manubrio è presente un comando elettronico attraverso il quale alimentare il circuito, verificare lo stato di carica della batteria (4 led) e regolare la potenza su tre livelli distinti.

il motore allocato nel mozzo anteriore ed il dettaglio del manubrio

Il cambio è un Nexus 3 marce integrato nel mozzo posteriore.  Lo sviluppo metrico sembra orientato ad affrontare le salite e quindi  a permettere l'azionamento del motore senza impegnare eccessivamente la persona (che grazie alle marce leggere può pedalare a vuoto  attivando il motore).

dettagli della ruota anteriore e posteriore

La velocità massima non è particolarmente entusiasmante (non credo superi i 25 km/h) e l'autonomia (se non sbaglio) si aggira intorno ai 20-25km. Ipotizzo che la filosofia della Egolite si discosti da quella delle bici elettriche classiche, progettate per superare grandi distanze a velocità sostenute. Qui credo si sia infatti  privilegiata l'intermodalità, proponendo al mercato una bicicletta  a pedalata assistita che all'occorrenza possa  salire su un mezzo pubblico senza creare eccessivo  disagio a sè e agli altri.

Il meccanismo di piega è un compromesso con luci ed ombre.

dettagli del meccanismo di piega

Se da una parte si fa apprezzare per lo  sviluppo verticale (facilitando lo stazionamento in luoghi affollati), dall'altro non brilla nel trasporto passivo e lo stazionamento: la bici è in equilibrio sulla ruota anteriore, richiedendo la presenza (ed il controllo) vigile e costante del proprietario (a meno che non la si voglia adagiare per terra o, perdonatemi la perplessità,  issare sulla spalla, come invece propongono sorridenti ragazze nelle foto di rito).

la bici nel trasferimento passivo e nello stazionamento in verticale

Il meccanismo di piega e le mini ruote 12" avvicinano la Egolite alla Mobiky Genius, con cui ho cercato di elaborare un confronto.
La Egolite cede il passo alla Genius sul fronte della velocità di piega, gli ingombri da piegata e il trasferimento passivo. Ma riguadagna terreno in termini di flessibilità di utilizzo: grazie al motore è possibile affrontare quelle distanze e quelle salite che sulla Genius rischiano di affaticare oltre ogni misura, scoraggiandone (o quantomeno limitandone) l'uso.

le due biciclette piegate (NB: la Genius può essere ulteriormente compattata fino a rientrare nel riquadro viola)

Sul fronte delle dimensioni, se la Genius sembra più armonica rispetto alla distanza movimento centrale-sellino, la Velomini offre una distanza sellino-manubrio meno sacrificata. Rimangono entrambe due mini biciclette (con tutti i limiti che ne conseguono sul fronte dell'efficienza della pedalata), ma la seconda ha come asso nella manica il motore: quando entra in azione sembra far dimenticare i "limiti" appena evidenziati.   

telai a confronto: la Genius e la Egolite

Un telaio singolare le cui "particolarità" vengono enfatizzate dal confronto con la Tikit.

telai a confronto: la Tikit e la Egolite

Seguono alcune note al margine:

  • il sito ufficiale ad oggi risulta ancora "under costruction". Lo avrei preferito un po' più dettagliato (dove sono gli accessori?).
  • l'impianto elettrico a mio avviso potrebbe essere  migliorato, soprattutto in termini di robustezza: alcuni cavi mi sembrano un po' troppo esposti
  • il fissaggio e la regolazione del freno a disco anteriore mi lasciano un po' perplesso

Riassumendo: la Egolite può essere una soluzione interessante per tutti coloro che sono alla ricerca di soluzioni intermodali "leggere", dove alle prestazioni si preferiscono ingombri ridotti e la comodità di una pedalata assistita in grado di sostituirsi parzialmente o completamente alla fatica del guidatore. Il prezzo (intorno ai 700 euro), secondo me và comparato più con quello delle concorrenti  elettriche che con con le cifre delle sorelle pieghevoli.

La distribuzione italiana dovrebbe garantire una maggiore presenza nel caso di manutenzione a medio lungo termine.. ma questo lo potremo verificare solo con il tempo.  ;)

riporto infine:




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